Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie e i metodi usati per il suo controllo. La qualità dell’educazione data da classi sociali inferiori deve essere il più possibile povera e mediocre. Dopo avere livellato le classi sociali e avere garantito a tutti l’accesso allo studio, la cultura è stata svuotata progressivamente dall’interno con un’azione criminale tesa a rendere ignoranti gli studenti e incapaci di pensiero critico i futuri soggetti della società civile. Ciò che infatti dovrebbe essere alimentato (lo spirito critico e l’immaginazione) viene altresì abbattuto fin dalla nascita in modo da creare dei cervelli in serie, che si adeguino al consenso popolare.

Privilegiando la mediocrità e il tipico nepotismo all’italiana, si scoraggiano le nuove generazioni a investire sulla cultura e a perseguire i propri sogni: meglio intraprendere la carriera che sognavano i genitori o che consigliano i media, anziché ritrovarsi disoccupati con una laurea umanistica in tasca. La frustrazione indotta nel generare individui in serie, massificati fino alla loro reificazione, crea forme di disagio controllabili. La paura di una reazione da parte del regime poliziesco, di conseguenze quali la perdita di lavoro, casa, famiglia e reputazione induce le persone a non schierarsi apertamente, a preferire semmai un lamentio continuo, incapace di concretizzarsi in reazione.